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Le faggete
Il fondovalle e i versanti fino a circa 1300 metri di quota sono occupati da boschi di latifoglie tipici dell’ambiente montano: le faggete. La natura del substrato e le condizioni climatiche hanno permesso l’instaurarsi di un particolare tipo di faggeta che rientra in un tipo di vegetazione di notevole interesse naturalistico, nota come LuzuloFagetum, protetta a livello europeo dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE). In questi boschi, sviluppatisi su suoli freschi e profondi, domina quasi incontrastato il faggio (Fagus sylvatica), al quale si associano pochi esemplari di acero di monte (Acer pseudoplatanus), di pioppo tremolo (Populus tremula) e di maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum). Lo strato arbustivo è molto scarso o quasi assente, mentre quello erbaceo include specie molto frequenti quali l’erba lucciola bianca (Luzula nivea), la lattuga montana (Prenanthes purpurea) e il senecione dei boschi (Senecio fuchsii), molte geofite come il sigillo di Salomone (Polygonatum verticillatum), la stellina odorosa (Galium odoratum) e l’acetosella (Oxalis acetosella) insieme a diverse specie di felci.
La fauna vertebrata annovera numerose specie: alcuni mammiferi roditori quali il topo selvatico (Apodemus sylvaticus), l’arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) e il ghiro (Glis glis); infine, tra i carnivori, donnola (Mustela nivalis), faina (Martes foina), martora (Martes martes), tasso (Meles meles) e volpe (Vulpes vulpes).
Anche gli uccelli sono molto ben rappresentati: i più comuni o interessanti sono lo sparviere (Accipiter nisus) fra i rapaci diurni, l’allocco (Strix aluco) fra i rapaci notturni, ghiandaia (Garrulus glandarius) e nocciolaia (Nucifraga caryocatactes) fra i corvidi e pettirosso (Erithacus rubecola), picchio muratore (Sitta europaea), rampichino alpestre (Certhia familiaris) per quanto riguarda i piccoli passeriformi.
Questi ultimi sono spesso facilmente osservabili nella loro frenetica attività di ricerca di invertebrati sulla corteccia e sui rami delle piante: particolarmente curioso è l’atteggiamento tipico del picchio muratore che si sposta a testa in giù lungo i tronchi alla ricerca delle sue prede.
Questo piccolo passeriforme deve il suo nome all’abitudine di utilizzare cavità degli alberi appositamente “ristrutturate” per nidificare. Nel sottobosco nelle giornate umide si può facilmente osservare la già citata salamandra pezzata.
I margini delle faggete, sui versanti più assolati sono caratterizzati dalla presenza di boschi di transizione nei quali al faggio si associa la betulla e da betuleti pressochè puri nelle zone di recente ricolonizzazione boschiva o nelle aree maggiormente soggette a disturbo antropico. Un tipico frequentatore di questi ambienti, la cui dieta è basata prevalentemente sui semi di betulla, è l’organetto (Carduelis flammea).
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