Le pozze, le aree caratterizzate da ristagni d’acqua e le rive di torrenti e ruscelli rappresentano biotopi peculiari con una flora e una fauna molto caratteristiche.
Le aree caratterizzate da acque ferme ospitano in prevalenza graminacee e ciperacee igrofile quali, il carice giallo (Carex flava), il carice stellare (Carex stellulata), il tricoforo cespuglioso (Tricophorum caespitosum), il migliarino maggiore (Deschampsia caespitosa), e il pennacchio a foglie strette (Eriophorum angustifolium), inconfondibile per le infiorescenze “cotonose” bianche. A queste si aggiungono la sassifraga stellata (Saxifraga stellaris), la rara viola palustre (Viola palustris) e la soldanella alpina (Soldanella alpina), che compare subito dopo lo scioglimento della neve.
Dove sono presenti acque a scorrimento lento spiccano specie di notevole interesse conservazionistico come la rosolida (Drosera rotundifolia) e l’erba unta bianca (Pinguicula alpina), entrambe in grado di sopperire alla mancanza di azoto e nutrienti nel suolo e nell’acqua, catturando qualche piccolo insetto con le foglie dotate di tentacoli appiccicosi nel primo caso o semplicemente vischiose nel secondo. Più comune è il fiore bianco della parnassia (Parnassia palustris), insieme a graminacee e ciperacee quali, il giunco comune (Juncus effusus) o i già citati Carex stellulata e Tricophorum caespitosum. In entrambi gli ambienti sono presenti anche particolari muschi noti come sfagni (Sphagnum spp.), che in queste condizioni di clima e di povertà di nutrienti delle acque sono i principali responsabili della formazione della torba nelle regioni alpine. Nei pressi di piccoli torrenti e ruscelli infine è possibile osservare, fra le altre specie, le fioriture bianche o gialle di alcune sassifraghe (Saxifraga stellaris, Saxifraga aizoides) e il comune billeri amaro (Cardamine amara). Nel periodo tardo primaverileestivo, osservando con attenzione le acque ferme dei piccoli stagni o delle pozze è piuttosto facile osservare le ovature o le larve di un anfibio che si spinge fino a queste quote per deporre le sue uova: la rana rossa di montagna (Rana temporaria).
Nei pressi del rifugio di Nembruno Superiore alcune di queste pozze sono state recentemente ripristinate per evitarne l’interramento e favorire la presenza di anfibi e di altri vertebrati che le possono sfruttare come pozze di abbeverata. |