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Le praterie
Le formazioni vegetazionali più ampiamente diffuse e caratteristiche della Valle Albano sono sicuramente le praterie, ampiamente favorite e modificate nel corso dei secoli dalle attività umane. Questo tipo di ambienti, dominati dalle graminacee, in condizioni naturali dovrebbero essere diffusi al di sopra del limite di crescita della vegetazione arborea, ma la necessità
Il paesaggio odierno e le comunità biologiche nell’alta Valle Albano di avere a disposizione pascoli per il bestiame ne ha determinato la diffusione anche a quote nettamente inferiori, a discapito delle aree normalmente occupate da boschi e arbusteti.
In Valle Albano le praterie si estendono da quote intorno ai 1600 metri circa fino a raggiungere i crinali e i versanti intorno ai 1900 metri. Il tipo di prateria dominante è il nardeto, che deve il suo nome alla presenza del nardo (Nardus stricta). Si tratta di praterie secondarie originatesi in seguito al pascolo del bestiame, la cui composizione floristica è strettamente correlata al grado di pascolamento. I nardeti meno pascolati in genere ospitano numerose specie di piante erbacee, appartenenti prevalentemente alle famiglie delle graminacee, delle leguminose e delle composite, la cui alternanza rende questi pascoli particolarmente adatti al nutrimento degli animali e molto belli dal punto di vista paesaggistico per le loro splendide fioriture colorate. Particolarmente evidenti quelle delle genziane (Gentiana kochiana), delle campanule (Campanula barbata, Campanula scheuchzeri) o di composite come l’arnica montana (Arnica montana).
Quando il pascolo diventa eccessivo la presenza del nardo, particolarmente resistente al brucamento e al calpestio, diventa predominante e quasi esclusiva, con coperture che raggiungono l’80% del pascolo, portando come conseguenza ad un depauperamento e all’acidificazione del suolo che determina, con il passare del tempo, la comparsa di vegetazioni ad arbusti bassi dominati da brugo (Calluna vulgaris) e mirtillo nero e quindi alla scomparsa del pascolo.
Un altro tipo di prateria presente in Valle Albano è quella a festuca pannocchiuta (Festuca paniculata), che si instaura in aree soggette a forte disturbo come il passaggio di incendi, su terreni acidificati e ricchi di sostanza organica. Le zone di recente ricolonizzazione sono in genere occupate dalla sola Festuca paniculata, alla quale si associa la gramigna liscia (Molinia coerulea) nelle aree più umide con ristagno d’acqua. Con il passare del tempo la prateria si arricchisce di specie acidofile, presenti anche nei nardeti circostanti, quali la già citata cinquefoglia tormentilla,
i cappellini delle praterie (Agrostis tenuis), il raperonzolo montano (Phyteuma betonicifolium), la ginestra spinosa (Genista germanica), il mirtillo nero e lo stesso nardo.
La fauna vertebrata che frequenta le praterie è ben rappresentata: fra i mammiferi è piuttosto comune il cervo (Cervus elaphus), presente in Valle Albano con circa un centinaio di capi che frequentano i pascoli soprattutto nel periodo estivo e autunnale mentre si spostano nelle aree boschive alle quote più basse durante l’inverno. Anche il camoscio (Rupicapra rupicapra), che solitamente frequenta ambienti situati a quote più elevate rispetto al cervo, ha una popolazione abbastanza numerosa (circa 7080 capi), mentre è meno frequente il cinghiale (Sus scrofa). Fra gli uccelli sono facilmente osservabili il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), lo stiaccino (Saxicola rubetra), il culbianco (Oenanthe oenanthe) e lo spioncello (Anthus spinoletta). Alzando gli occhi al cielo non è difficile scorgere qualche rapace diurno come la Poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus) o più raramente l’aquila reale (Aquila chrysaetos) e il falco pellegrino (Falco peregrinus). Specie osservate in una sola occasione, ma degne di segnalazione per il loro interesse conservazionistico, sono il piviere tortolino (Charadrius morinellus) e il gipeto (Gypaetus barbatus). Dominatori incontrastati delle praterie sono molti invertebrati fra i quali i più comuni sono sicuramente insetti come gli ortotteri (locuste e cavallette). Fra questi, degne di nota perché piuttosto appariscenti, sono da ricordare le locuste come Arcyptera fusca, dalla colorazione vivace e facilmente osservabile anche lungo i sentieri, o il più raro Psophus stridulus, dalla colorazione molto scura. Le notevoli dimensioni non fanno invece passare inosservata una cavalletta tipicamente predatrice come Decticus verrucivorus. Nelle praterie della Valle Albano si possono osservare anche numerose specie di farfalle.
Caratteristiche delle praterie alpine sono le specie appartenenti al genere Erebia, tutte molto simili e difficili da distinguere, qui presenti con sei specie; piuttosto comune è anche Coenonympha darwiniana, mentre molto rara, ma inconfondibile per le grandi dimensioni e la colorazione della livrea è la bellissima Nymphalis.
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