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Le rupi e i ghiaioni


Le rupi e i ghiaioni
Le rupi sono considerate come uno degli ambienti più ostici per la sopravvivenza delle piante: ciononostante alcune specie sono adattate a sfruttare i pochi spazi colonizzabili come fessure, nicchie o cenge. Spesso queste piante sono rare e appariscenti come la bellissima primula irsuta (Primula hirsuta), le sassifraghe (Saxifraga bryoides) o la ventaglina alpina (Alchemilla alpina); silene rupestre (Silene rupestris), borracina alpestre (Sedum alpestre) o felci come l’asplenio settentrionale (Asplenium septentrionale) e la felcetta crespa (Cryptogramma crispa) sono invece piu’ comuni, tanto da poterle osservare anche sui muri a secco che costeggiano i sentieri, ecologicamente molto simili a delle pareti rocciose.
Anche i ghiaioni, i macereti e gli accumuli detritici offrono un ambiente decisamente poco ospitale per le piante, che comunque riescono a colonizzare le aree libere o le cavità fra i massi e le pietre, in misura tanto maggiore quanto più il pendio è stabile. Questi ambienti in Valle Albano spesso si rivelano dominati dal brugo e dall’avenella flessuosa (Avenella flexuosa) alle quali si accompagnano la silene rupestre (Silene rupestris) e la pelosella (Hieracium pilosella), insieme a specie tipiche dei nardeti circostanti nelle aree più stabilizzate. Rupi e ghiaioni sono frequentati dall’arvicola delle nevi (Chionomys nivalis): un micromammifero di colore grigiastro che scava gallerie sotterranee in questi ambienti e trascorre i freddi inverni alpini senza andare in letargo, spostandosi sotto la neve alla ricerca di radici e parti di vegetali. Un altro mammifero che spesso si rifugia tra i macereti e gli arbusteti sfruttando la sua agilità nel nascondersi negli anfratti e correre fra le rocce è l’ermellino (Mustela erminea). Fra le rocce e i sassi è facile incontrare alcuni uccelli osservabili anche nelle praterie circostanti come il codirosso spazzacamino, il culbianco e lo spioncello o il più raro e appariscente codirossone (Monticola saxatilis), che sfruttano gli anfratti rocciosi per nidificare. Sulle pareti meno accessibili nidificano il picchio muraiolo (Tichodroma muraria) il cui volo “sfarfallante” è inconfondibile, mentre si sposta sulle rocce alla ricerca di insetti e invertebrati, e il corvo imperiale (Corvus corax).
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